Dicono di noi....


Riportiamo qui di seguito commenti, considerazioni e rassegna stampa relativi alla pubblicazione del doppio CD di musiche di Federico Borsari ed alla sua presentazione, avvenuta il 30 Aprile 2016 presso la Chiesa Parrocchiale di Cremolino (AL):

Sandro Carnelos (Organista e Musicologo - Treviso, Italia):
"Spesso si sente dire che la musica organistica del novecento è di difficile ascolto e quindi poco "digeribile" all'orecchio dei più. Ovviamente le cose non stanno sempre così; dipende soprattutto da che via musicale, o meglio linguaggio, un artista si prefigge di percorrere. Le personalità musicali della seconda metà del secolo scorso sono state analizzate con fiumi d'inchiostro, in modo quasi maniacale, dai maggiori critici del settore; ogni tanto però appaiono alla luce delle figure (forse epigoni tardivi) di una scuola, quella italiana, la quale non ha nulla da invidiare alle ben più note tedesca o francese. Questo è probabilmente il caso del "nostro" Federico Borsari.
Ho ascoltato con interesse il doppio CD con le sue composizioni per organo; in esse ho scorto molto di "sentito già", però il tutto viene filtrato da una buona conoscenza della tecnica di scrittura per il nostro strumento, cosa che non sempre si scorge nella produzione di compositori dai nomi altisonanti che chiaramente non hanno mai messo le mani e/o i piedi sul re degli strumenti. In alcune opere, come -ad esempio- la serie di sette composizioni dedicate alla memoria di altrettante antiche chiese della Città di Ovada, l'autore ci trasporta in un mondo che non c'è più, facendo largo uso di modalità e scale appartenenti a culture extraeuropee, oppure in taluni casi si appropria (in modo comunque personale) dei "modi" tipici del compositore francese Messiaen. Altresì non mancano i riferimenti alla pratica usuale dell'organista liturgico come l'utilizzo di temi gregoriani, sui quali tutti noi abbiamo, più o meno bene, improvvisato alla fine della Santa Messa.
Talvolta la caratteristica di rifiuto delle teorie musicali più "audaci", che qualche decennio addietro aveva pervaso tutti gli ambienti musicali, venne considerata da alcuni critici, come una mancanza di cultura o, peggio, come miope arroccamento di fedeltà a canoni estetici legati al passato per raccogliere maggiori consensi. Mi sono sempre chiesto il perchè di tutto questo; sinceramente non vedo il motivo per cui chi scrive musica debba sforzarsi di usare stilemi che non appartengono al proprio sentire interiore, togliendo evidentemente spontaneità alla propria vena creatrice. Ricordiamo che anche il sommo Kantor di Lipsia non adeguò la sua personalità alla nuova sensibilità, caldeggiata e auspicata anche dai figli, per non venir meno alle basi della sua opera, costruita sul dotto contrappunto, gli artifici del canone e la nobile struttura architettonica della fuga; questo gli costò l'oblio per circa un secolo.
In questa registrazione, Roberto Marini riesce a porgere all'orecchio nel modo migliore a mio avviso le "fatiche musicali" di Borsari, che se da una parte rimane nella scia della tradizione, dall'altra schiude la porta su quel particolare gusto di sintesi europea che pervade molta musica organistica moderna, meritevole senza dubbio di essere ascoltata e non di essere liquidata con giudizi di frettolosa sufficienza. La lettura del testo prettamente musicale è precisa, buono pure l'utilizzo dei registri dello strumento a disposizione, le sue peculiarità timbriche, distribuite su tre tastiere e pedaliera, ne fanno uno strumento adeguato per proporre questo tipo di letteratura, anche se a mio gusto ne trovo l'intonazione "freddina". Marini ne sfrutta appieno comunque le caratteristiche sonore, donando alla musica un particolare gustoso sapore. Tecnicamente poi, questa realizzazione va ad aggiungersi alle curate produzioni di Federico Savio, uno dei maggiori cultori della musica d'organo dei nostri giorni."


Carlo Chiddemi (Musicista e Compositore - Ovada, Italia):
"Correvano gli anni settanta quando mi sopportavi e 'supportavi' nei vari itinerari organistici di studio.
Sicuramente non era il mio mondo, né ero avvezzo a menare tastiere e pedali, ma ricordo con grande piacere i tuoi insegnamenti, consigli e la tua fervente passione per l'organo.
Oggi ho finalmente tolto l'involucro al cofanetto che gentilmente mi hai donato e ti ringrazio, l'ho ascoltato in parte, ebbene.......mi sono emozionato!
Con un brivido alla schiena sono ritornato indietro di quarant'anni, ho rivisto tua mamma che mi apriva la porta, Gino Borsari in ciabatte, la tua caotica camera-studio e quella puntina ondeggiante sul piatto che trasmetteva Widor, Reger, Vierne e quant'altro. Quelle sonorità, quei registri e quelle ritmiche ti sono così entrate dentro che, ora, ce li restituisci elaborate, rivissute e al contempo arricchite dal tuo sapere e dalla tua creatività.
BRAVO!"


Graziano Fronzuto (Organista ed Organologo - Roma, Italia):
"Che dire? Sei un Maestro di primissimo livello. Mi piace molto il tuo cromatismo e sono rimasto colpito dalla tua padronanza compositiva. Sicuramente le tue composizioni meritavano l'attenzione discografica e un ottimo organo (ottima scelta quella di Abano Terme)."

Bruno Medicina (Musicista - Bucarest, Romania):
"I tuoi pezzi non saranno una pietra miliare della produzione organistica contemporanea ma, per quel che ho sentito, mi sembrano buoni. Mandami anche lo spartito..."

Agostino Raff (Musicologo, Pittore ed Architetto - Roma, Italia):
Bisogna dire che questo materiale è da far tremate i polsi per la sua ampiezza ed ambizione. Circa l'analisi formale, tutto è detto meticolosamente dall'Autore e non è da aggiungersi verbo.
Potremo dire qualcosa da ascoltatori curiosi, che amano essere travolti da un'avventura musicale non comune, non ovvia, con molte preziose reminiscenze (Messiaen giustamente ereditato, Vierne, Duruflé, Casella, Hindemith, Alain, Langlais, ecc.) e una pressione espressiva esuberante, verso la magniloquenza.
Borsari appare sperimentalista ma anche addirittura popolare e quasi ludico, direi adolescente; e quel suo entusiasmo che ben domina lo strumento va rispettato e secondato, assai auspicabile nella letteratura "appartata" dell'Organo. L'"Improvvisazione", la "Fantasia" ed il "Finale sul Veni Creator" fanno centro, per ingegno ed...espressionismo. In tutti gli altri brani c'è il magistero della condotta dele voci, la capacità di avvincere con il racconto e ovviamente la puntigliosa ricerca timbrica, quali a voler esaurire il vastissimo territorio coloristico dell'Organo.
Ovvio che non possiamo scindere queste musiche da chi le evoca con alta sapienza sullo stupendo Tamburini-Bonato, cioè dal Consulente e sicuro artista a nome Roberto Marini, realtà qui folgorante. Magico incontro fra compositore e interprete.


Simon Rigot (Musicista - Bruxelles, Belgio):
"Grande! Una testimonianza del tuo talento di compositore. In bocca al lupo con la critica!"

Domenico Severin (Organista - Meaux, Francia):
"Troppo rara è la moderna creazione organistica italiana. L'organo è stato "affrontato" dai compositori per curiosità oppure su esplicita richiesta di un organista alla ricerca di nuovo repertorio. Si tratta dunque di brani isolati, spesso di buona fattura anche se, a volte, poco consoni ad uno strumento difficile e atipico.
Non è raro invece imbattersi in produzioni più abbondanti ma meno rappresentative di un linguaggio che si possa definire moderno.
E' stata dunque grande la mia sorpresa nel ricevere questo doppio album. Sorpresa su più fronti, non ultimo quello di scoprire che l'amico Federico Borsari abbia realizzato, con discrezione e oserei dire quasi con umiltà, questo abbondante corpus organistico.
Senza sconfinare in linguaggi o atmosfere d'avanguardia, il compositore-organista dimostra di saper controllare le forme e gli sviluppi del discorso compositivo utilizzando un ampio vocabolario che affonda le sue radici nella plurisecolare tradizione organistica. Le eco della più recente letteratura per il nostro strumento sono altresì percepibili, mai però presentata come semplice imitazione ma rivisitata da un'approfondita riflessione guidata da maturo gusto artistico. Soprattutto apprezziamo la maestria strumentale: è evidente che chi scrive conosce bene lo strumento. La disposizione del discorso contrappuntistico così come i passaggi di carattere sinfonico o la scrittura più moderna risultano chiari e si susseguono con fluidità. Infine, l'utilizzo sapiente della paletta coloristica dello strumento corona questi brani con una strumentazione equilibrata e nel contempo evocativa.
Complimenti!"


Andrea Toschi (Organista - Modena, Italia):
"Che bella sorpresa che mi hai fatto Federico!
Non credere, già ti stimavo profondo conoscitore dell'organo, ma eleborare tanti e tali brani per questo strumento -invero non facile per chi scrive- richiede conoscenza, disciplina e ingegno.
E invece qui finalmente si sente, direi quasi si 'respira', che queste composizioni sono state pensate proprio per l'Organo da una penna che conosce a fondo le possibilità dello strumento!
Omaggio anche a Roberto Marini, che te le rende in modo così convinto."


Presentazione Concerto - "L'Ancora" del 01 Maggio 2016



Presentazione Concerto - "La Stampa" del 30 Aprile 2016


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